Storia

La storia

Dalle origini romane ai grandi eventi del Novecento: un viaggio millenario nella storia di Castelnuovo Magra.

Le radici di un borgo:
dall'antica Luni a Castelnuovo

Castelnuovo Magra appartiene storicamente alla Bassa Lunigiana. Sono queste le zone che rientravano nella giurisdizione di Luna (Luni), colonia romana fondata nel II secolo a.C. in un territorio che fu dei Liguri.

Dell’antica città, divenuta fiorente grazie all’escavazione e alla lavorazione del marmo apuano, si possono ancora ammirare i resti nel sito archeologico posto nel vicino Comune di Luni.

A testimonianza della presenza romana nel territorio castelnovese, sono stati rinvenuti reperti di domus risalenti all’epoca imperiale.

Dopo la caduta dell’Impero l’intero territorio passerà sotto il dominio dei Vescovi conti di Luni e l’area si caratterizzerà per la presenza di piccoli nuclei abitati sparsi, spesso fortificati.

Le radici di un borgo:
dall'antica Luni a Castelnuovo

Castelnuovo Magra appartiene storicamente alla Bassa Lunigiana. Sono queste le zone che rientravano nella giurisdizione di Luna (Luni), colonia romana fondata nel II secolo a.C. in un territorio che fu dei Liguri.

Dell’antica città, divenuta fiorente grazie all’escavazione e alla lavorazione del marmo apuano, si possono ancora ammirare i resti nel sito archeologico posto nel vicino Comune di Luni.

A testimonianza della presenza romana nel territorio castelnovese, sono stati rinvenuti reperti di domus risalenti all’epoca imperiale.

Dopo la caduta dell’Impero l’intero territorio passerà sotto il dominio dei Vescovi conti di Luni e l’area si caratterizzerà per la presenza di piccoli nuclei abitati sparsi, spesso fortificati.

ll nome di Castelnuovo Magra compare per la prima volta in atti ufficiali solo nel 1203 e la sua nascita è collocabile tra il 1187 e il 1203. Infatti, alla fine del secolo XII una guerra tra il Vescovo di Luni e i marchesi Malaspina, interessò tutta la Lunigiana, provocando saccheggi, devastazioni e incendi.

Alla conclusione delle ostilità nel 1202, il Vescovo Gualtiero volle edificare un castello nel territorio compreso tra Fosdinovo e Carrara, per rendere finalmente sicura la comunicazione in quel tratto della via Francigena. Il Vescovo chiamò la fortificazione Santa Maria dal nome della sua cattedrale in Luni e attorno ad essa si raggrupparono a scopo difensivo le prime abitazioni di Castelnuovo.
Questo antico agglomerato si ritiene corrisponda all’attuale “Borghetto”, come testimonierebbe ancora il suo tessuto urbano ad andamento circolare, comune a tutti gli insediamenti che si sono sviluppati intorno a strutture difensive.

Nel 1229 il potere episcopale riprese vigore e si consolidò sulla comunità castelnovese, tanto che il vescovo Guglielmo fece circondare di mura il nuovo borgo che si stava ampliando attorno al castello. Il suo successore, il vescovo Enrico da Fucecchio, in un’autobiografia contenuta nel Codice Pelavicino, racconta di aver fatto edificare nel 1273 un palacium e una turrim magnam nel borgo e di aver acquistato un gran numero di possessioni e vassalli.

Il castello, come è comunemente chiamato il Palazzo Vescovile, è uno degli esempi di architettura fortificata di cui è ricca la Lunigiana. In questo palazzo, di cui ancora si possono ammirare le vestigia nella settecentesca Piazza Querciola, il 6 ottobre 1306 venne firmata la celebre Pace tra il vescovo Antonio da Camilla e il marchese Franceschino Malaspina, alla presenza del legittimo procuratore di quest’ultimo, il poeta Dante Alighieri. Con questo trattato l’influenza marchionale venne decisamente rafforzata, mentre il vescovado lunense subì un duro colpo, sparendo di fatto dalla scena politica.

La discesa in Italia dell’imperatore Arrigo VII nel 1300 costrinse il vescovo Gherardino, per difendere i propri possedimenti, a chiamare in aiuto il condottiero lucchese Castruccio Castracani, il quale pose Castelnuovo sotto il suo potere. Castruccio conquistò velocemente la Lunigiana, arrivando a governare un territorio che andava dalla Liguria alla Maremma, dalla Cisa alla foce della Magra.

Nel 1328 la sua morte improvvisa portò dapprima al rafforzamento del potere di Pisa, eterna rivale del Castracani, che si impadronì di Sarzana e Castelnuovo, e successivamente a quello dei Visconti di Milano, chiamati in aiuto dal vescovo Bernabò, nuovamente costretto a dover difendere i propri confini. Ma Gabriele Maria Visconti «(…) impotente a regnare, trattò in segreto la vendita dei possedimenti di Pisa, Sarzana e le altre terre circostanti», consegnando Castelnuovo al governatore francese di Genova Jean Le Maingre de Boucicault.

I castelnovesi dal controllo francese passarono a quello della repubblica di Genova, che tra il 1411 e il 1418 si preoccupò di fortificare ulteriormente il borgo a difesa dagli attacchi fiorentini. Gli anni successivi saranno caratterizzati dalle tensioni dovute al discontinuo dominio di Tommaso Campofregoso che, nel 1421, rinunciò al titolo di doge di Genova in cambio di denaro e dell’investitura della signoria di Sarzana, comprendente anche Castelnuovo.

Sarà però il figlio Ludovico a vendere gli interi domini dei Campofregoso a Firenze, la cui Signoria lascerà tracce grandiose su tutto il territorio, come a Sarzana la Cittadella e la fortezza di Sarzanello, nonchè a Castelnuovo l’ultima importante ristrutturazione del mastio del Palazzo Vescovile.

Nel 1484 il re francese Carlo VIII scese in Italia per rivendicare il Regno di Napoli e Firenze gli consegna Castelnuovo e i territori limitrofi. Ma sulla via del ritorno, a Fornovo, un esercito di confederati cercò di accerchiarlo: Carlo VIII solo a stento riuscirà ad aprirsi un varco. Vuole la tradizione che alcuni cittadini castelnovesi partecipassero allo scontro, riuscendo a sottrarre ai francesi un crocifisso ligneo, forse già bottino di guerra, e a portarlo nell’oratorio dei Rossi, dove si trova ancora oggi.

Sarzana e Castelnuovo verranno poi cedute prima al potentissimo Banco di San Giorgio e successivamente, nel 1562, direttamente alla Repubblica Genovese. Il dominio genovese vedrà le guerre franco-austriache con Genova alleata della Francia, poi la Repubblica Giacobina di fine secolo ed infine la costituzione da parte di Napoleone della nuova Repubblica Ligure, con cui Castelnuovo rientrerà nel Dipartimento degli Appennini.

La sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna del 1815 porteranno all’annessione della Liguria al regno Sardo: da questo momento in poi Castelnuovo seguirà le vicende della storia d’Italia. Da ricordare le ferite delle due Guerre Mondiali, che della seconda culminarono nel rastrellamento del 29 novembre 1944. Di questi tragici eventi, che costarono la vita a civili e partigiani, danno testimonianza una targa e una scultura in marmo bianco di Nardo Dunchi che si trovano nel centro storico.